05/03/2026
Il 17 novembre 1986 quella che doveva essere una normale rotta cargo tra Parigi e Tokyo si trasformò in uno degli episodi più discussi e documentati nella storia degli avvistamenti UFO in ambito aeronautico.
Nei cieli gelidi dell’Alaska, l’equipaggio del volo Japan Air Lines Flight 1628 visse un’esperienza destinata a far discutere per decenni.
L’incontro ravvicinato
Alle 17:11, il comandante Kenju Terauchi, pilota veterano con esperienza anche nell’aviazione militare, notò due strane luci nel cielo davanti all’aereo.
Nel giro di pochi secondi gli oggetti si avvicinarono fino a meno di 300 metri dal muso del Boeing 747 cargo.
Secondo la testimonianza del comandante, le luci erano estremamente intense e sembravano provenire da pannelli luminosi disposti sulla superficie degli oggetti. Il bagliore era così forte da illuminare la cabina di pilotaggio e, secondo l’equipaggio, emanava perfino una sensazione di calore percepibile all’interno dell’aereo.
L’apparizione della “nave madre”
Il momento più sorprendente arrivò poco dopo.
Le due luci si allontanarono e lasciarono spazio a un terzo oggetto di dimensioni gigantesche.
Il comandante Terauchi lo descrisse come grande quanto due portaerei affiancate, con una forma massiccia e scura simile a una gigantesca noce.
Questo enorme oggetto avrebbe seguito l’aereo per circa 50 minuti.
Nonostante diverse manovre evasive — tra cui cambi di quota e virate autorizzate dal centro di controllo di Anchorage — l’oggetto sembrava rimanere costantemente dietro al velivolo, dimostrando capacità di volo apparentemente superiori a qualsiasi tecnologia aeronautica conosciuta all’epoca.
Le prove: radar e testimonianze
Ciò che rende il caso particolarmente interessante è che non si basa soltanto sulle testimonianze dell’equipaggio.
Secondo diversi resoconti, l’oggetto sarebbe stato rilevato anche dai radar di bordo e, inizialmente, dai radar della Federal Aviation Administration.
Anni dopo, John Callahan, allora capo della divisione investigativa della FAA, dichiarò che i dati radar mostravano la presenza di un oggetto fisico capace di compiere manovre difficilmente spiegabili con velivoli convenzionali.
Le spiegazioni ufficiali
Dopo mesi di indagini, tuttavia, le autorità decisero di archiviare il caso.
Le anomalie radar furono attribuite a interferenze atmosferiche, mentre le luci osservate dall’equipaggio vennero spiegate come possibili fenomeni astronomici, tra cui la rifrazione dei pianeti Giove e Marte.
Il comandante Terauchi, nonostante la sua reputazione professionale impeccabile, pagò un prezzo personale per aver parlato pubblicamente dell’accaduto: per un periodo venne temporaneamente rimosso dal servizio di volo.
Fonti e documentazione
Chi desidera approfondire il caso può consultare diverse fonti pubbliche:
- Archivi FAA – trascrizioni delle comunicazioni radio tra il volo 1628 e il controllo di Anchorage
- The National Capital Area Skeptics (NCAS) – analisi critiche e possibili spiegazioni scientifiche
- Disclosure Project – dichiarazioni e interviste di John Callahan sul caso
- Foto: Ricostruzione artistica da immagine dal web
Un mistero ancora aperto
A quasi quarant’anni di distanza, il caso del volo JAL 1628 continua a essere citato come uno degli episodi più intriganti nella storia degli avvistamenti aerei non identificati.
Si è trattato davvero di un fenomeno naturale mal interpretato, oppure l’equipaggio ha incontrato qualcosa che ancora oggi sfugge alla nostra comprensione?
E voi cosa ne pensate?
Credete alla testimonianza di un pilota esperto supportata dai radar, oppure pensate che si sia trattato di una serie di coincidenze e anomalie tecniche?
👇 Scrivete la vostra opinione nei commenti.